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Il blog: strumento didattico? 31 dicembre 2009

Posted by admin in Scuola e WEB.
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Ancora persa nel tentativo di orientarmi fra i vari feed , tag, widget … e temi (ne ho sperimentati una decina e non sono ancora sicura che l’ultimo sia quello definitivo)… dicevo, dunque, ancora immersa nella fase di prima conoscenza, sto già pensando alle caratteristiche che dovranno avere i miei prossimi blog. Al momento ne ho in mente altri due: uno dovrebbe diventare uno spazio condiviso con i colleghi, per affrontare tematiche di varia natura, per sapere come in altre scuole sono state affrontate problematiche di varia natura, per avere una sorta di “raccoglitore” dove inserire materiali e link utili e interessanti. L’altro l’ho pensato per il gruppo classe che sto seguendo, magari declinandolo sulle esigenze di un classico come il giornalino. Potrebbe essere un modo per cercare di avvicinare gli alunni in maniera costruttiva e critica alla multiforme e complessa realtà di Internet (molto frequentata al di fuori della scuola, sin da piccoli). Un’impresa non da poco quest’ultima…
Ma non solo. Inserendo con una congrua frequenza i lavori degli alunni, il blog potrebbe diventare un canale comunicativo offerto all’utenza, sia in termini di documentazione, che di apertura ad eventuali interventi/commenti.
Certo, l’Istituto si è dotato da anni di un sito, che dovrebbe rispondere a quelle esigenze di comunicazione e visibilità, divenute ormai imprescindibili. Il blog, però, mi pare avere le caratteristiche di dinamicità, coniugate a una relativa semplicità, che ben si prestano alle esigenze di scambio, collaborazione, sinergia, nonché costante aggiornamento, necessarie a insegnanti e utenza.

Recentemente ho letto un interessante intervento (“blog come strumento didattico”, Proia F., 2004) che fa una panoramica sintetica su questo argomento, ponendo in rilievo come, in realtà, essendo il blog un congegno affermatosi da poco (almeno in ambito scolastico) si configurino utilizzi per certi versi abbastanza chiari e, al contempo, potenzialità ancora da scoprire.
Si tratta quindi di sperimentarne l’uso, così da evidenziare aspetti positivi e punti di criticità e andare a costituire la necessaria base per scelte effettuate con consapevolezza. In sostanza, credo anch’io che non ci dovremmo limitare a constatare supinamente o pregiudizievolmente l’esistenza di una mutazione irreversibile, ma dovremmo imparare a “cavalcarne” le opportunità formative.

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